«Che cos'altro è il nostro insegnamento, da voi tacciato di tradimento, se non quello che i nostri antenati avevano sempre insegnato? Dinanzi a tali luminari, non solo dell'Inghilterra ma del mondo intero, l'essere condannati dai loro indegni discendenti è per noi motivo di gloria» - Fr. Edmund Campion SJ, martire cattolico sotto Elisabetta I
Fatto storico, inoppugnabile: questo è un popolo che compare sul palco dell’umanità unicamente perchè un romano, quindici secoli fa, ha deciso di portargli la fede in Cristo. Conseguentemente, questo popolo sparirà con l’apostasia di quella fede e con il rinnegamento della missione di quel romano. Sta già succedendo nelle aree britanniche e, proporzionalmente alla protestantizzazione della chiesa sinodale, nelle zone di fede formalmente cattolica. Qui la gente è retrocessa a uno stadio di civiltà visibilmente inferiore. Non serve sforzarsi troppo per vedere oltre al mito della tigre celtica, oltre ai numeri della crescita economica e del PIL pro capite. Intendiamoci, non è un paese povero: i soldi ci sono. Eppure non portano i frutti reali che normalmente li accompagnano. Le cittadine non sono curate, l’arte non fiorisce, le famiglie non sono più numerose. Lo sterco del demonio qui puzza più che altrove. Non sono soldi guadagnati, non sono frutto dell’ingegno, di una conoscenza condivisa …Altro
A proposito delle consacrazioni episcopali della FSSPX Duemila anni fa Nostro Signore veniva accusato di scacciare i demoni nel nome del demonio. Oggi il sacerdote che vuole restare integralmente cattolico è accusato di essere “fuori dalla Chiesa”. Come lo si possa essere, se si è battezzati e si professa la fede cattolica, non è dato chiederlo. In risposta, in ogni caso, si riceverebbe un sermone sull’obbedienza da far rabbrividire un generale gesuita del XVI secolo. Si pontifica come se l’obbedienza fosse una virtù in sé stessa. Non lo è, quando obbliga a pericolosi compromessi su questioni di Fede (questa sì, virtù assoluta). Ma come è possibile che l’obbedienza alla gerarchia cattolica, oggi, impedisca al sacerdote, salvo grazie e contingenze assolutamente eccezionali, di essere integralmente cattolico? Non spetta a noi arrovellarci per trovare una via d’uscita a questo mistero, un paradosso che Mons. Lefevbre ha definito “il colpo da maestro di Satana”. Una crisi di queste proporzioni …Altro
Brian di Nazareth non è una commedia, ma un’opera di propaganda religiosa travestita da satira. Non è un film fatto per ridere, ma per deridere. Deridere cosa? La stupidità umana, il conformismo e tutte quelle cose che non piacciono a nessuno – così dicono i Monty Python. D’altronde, ai tempi era questo l’unico modo per farla franca con la censura britannica: gli autori affermarono di non prendere di mira Cristo, ma la religione e i suoi seguaci. Come sempre. Nemmeno il messaggio strisciante è nuovo: Gesù era un rivoluzionario, un filosofo che è stato frainteso da una folla di seguaci fanatici, bigotti e semianalfabeti. Un uomo, semplicemente un uomo, che è stato a sua insaputa o forse persino contro la sua volontà fatto passare per Dio. Il finto messia di una religione falsa per trogloditi mentalmente ancorati all’età del ferro. È la teoria del “Gesù storico”, nata in seno al protestantesimo tedesco di fine ‘800, e che curiosamente coincide con l’idea di Gesù che si ha nel Giudaismo: …Altro
De Spirituali Certamine (Sermo LXXIV) Libera traduzione di un’omelia di Pier Damiani Fratelli carissimi, se consideriamo da dove veniamo e a cosa siamo chiamati, non troviamo in noi forze capaci di rendere grazie a Dio. Siamo anche noi figli di Israele, anche noi servimmo Faraone in Egitto, costretti dal pesante e superbo potere del re. Il principe del mondo godeva nel logorarci sotto il gioco della sua servitù, e nell’impadronirsi del nostro lavoro da schiavi. Ci costringeva a preparare mattoni, non per innalzare con virtù e pietre preziose il Tempio di Dio, ma per costruire per lui un edificio terreno. Ma ecco che ormai il Dio dei nostri padri, benedetto nei secoli, ci ha strappati dall’Egitto e dalle tenebre della vecchia vita, sciogliendoci dal vincolo della dominazione tirannica, e conducendoci fedelmente nella terra della promessa. In questa terra promessa, infatti, noi entriamo nel momento in cui disprezziamo il desiderio del mondo e poniamo salda fede nell’eternità: già in questa …Altro
Costante rincorsa ai temi del mondo, alle mode del momento, alla scaletta del telegiornale. Psicologizzazione e appiattimento della vita spirituale. Liturgie sempre nuove, sempre più a misura d’uomo. Inclusività e dialogo ecumenico spinti all’estremo. Differenza tra laici e consacrati superata da decenni. Archeologismo accettato da secoli. I problemi dell’organizzazione luterana in Germania sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli del clero cattolico novus ordo. Me ne parlava, tempo fa, un pastore protestante in vacanza in Italia. “È come da voi, solo peggio” I pastori lasciano il pulpito, le chiese vengono vendute per essere trasformate in musei, librerie, fast food. Il fedele medio vive la religione come fosse una convenzione tribale. Sul piano sociale si può dire di aver raggiunto l’ateismo di stato. Della chiesa luterana, in Germania, è rimasto solo il sentimento religioso, individuale quanto irrilevante, di qualche cristiano sincero. Sola fide, letteralmente. Noi sappiamo che …Altro
Quando si ameranno i Papi, e in particolare San Paolo VI, non verrà in mente di mettere nella testata dell'articolo quell'immagine di quel Successore di Pietro. Ripeto, per chiarezza, che escludo dalla lista dei Papi i due ultimi Biancovestiti, attivi demolitori del Tempio Santo
Il mondo si divide in due: chi crede che la storia sia ciclica, chi crede che sia progressiva. I primi pensano che l’universo sia composto da una serie di fatti generali che si ripetono all’infinito. Il ciclo delle stagioni, l’alternarsi di guerra e pace, il cerchio della vita e i suoi drammi: Nihil novi sub sole. I secondi credono invece che gli eventi abbiano una direzione, che la storia universale si stia svolgendo verso una sorta di scopo ultimo – che sia l’evoluzione della specie, il ritorno di Cristo, il progresso scientifico. Il mondo antico tendeva verso la prima interpretazione, il medioevo cristiano e poi l’epoca moderna preferivano la seconda. In entrambi i casi, il mondo ha un fine. Le cose non succedono casualmente, ma accadono perché devono accadere, perché esiste una necessità, una regola che le rende, appunto, necessarie. Regola, senso, finalità fanno rima con giustizia, legge, morale. Il nichilista postmoderno, imbevuto di dogmi sulla libertà individuale e sull’indipendenza …Altro
L’etica del lavoro protestante e le sue conseguenze sono state un disastro per la razza umana. La Hustle Culture – in America la chiamano così – ne è lo sviluppo ultimo. Tradotto: il fine, lo scopo della vita è quello di sudare per accumulare ricchezza, muscoli e status fino a raggiungere una mitica indipendenza dal sistema. Per farlo, per ottenere il paradiso prima del paradiso, si deve lavorare sodo. Estremamente sodo. Sveglia mattutina, doccia fredda, pasti iperproteici, veloci da preparare. Tagliare i ponti con le amicizie inutili, trasformare la naturale socialità in opportunità di “networking”. Trovare un secondo lavoro per il week-end, ridurre la distrazioni, imbottirsi di video motivazionali, scaricare decine di app per organizzare la giornata fino al dettaglio. Persino le relazioni romantiche vanno ridotte all’osso, per il massimo rapporto tra tempo/risultato. Questo culto della produttività è il motivo per cui oggi non si hanno più semplici hobby. Non ci si ferma a pensare, …Altro
Dio è l’ordine, il logos, la razionalità. Il marchio di Satana, al contrario, è sempre il non-senso. Non-senso è un uomo - creatura immagine del Dio vivente - che odia la vita. Non-senso è una donna - creatura che genera nuova vita - che odia dare la vita. Non è insensato, né impossibile dimostrare che la vita non abbia nessun valore in se stessa, anzi. È folle semmai continuare, nonostante tutto, a voler vivere. Il livello di autoinganno necessario per accettare contemporaneamente i due assunti (la vita è sofferenza insensata, eppure non voglio morire, e non mi ucciderò) porta all’uomo della postmodernità: una scimmia regredita che pur di rinunciare alla trascendenza si condanna a una vita di noia, dolore e paura dalla quale può scampare solo inseguendo quelle vacue distrazioni materiali che il mondo gli fa annusare. È l’unico modo per sopravvivere alla contraddizione. Nulla di particolarmente originale. C'erano arrivati Schopenhauer, Nietzsche, Dostoevskij, Sartre, decine di decenni fa. …Altro
Leggi la prima parte della storia del movimento liturgico. La Commissione Preparatoria Si dice spesso che il Concilio non ha mai chiesto né voluto la riforma liturgica. In realtà è dal 1960 che Giovanni XXIII si era espresso in favore dei futuri cambiamenti: “Siamo giunti alla decisione di dover presentare ai Padri del futuro concilio i principi fondamentali riguardanti la riforma liturgica” (Rubricarum Instructum). La commissione preparatoria istituita dopo l’annuncio del Concilio, nel 1959, si era occupata di interrogare i vescovi di tutto il mondo sulle questioni che sarebbero poi state oggetto di discussione: la liturgia è il tema più citato tra i propositi espressi dall’episcopato. In Francia si esprimono in tal senso 51 vescovi su 84. Come visto qui, si arrivò al Concilio solo dopo aver preparato il terreno per la riforma con decine di anni di prassi liturgica ed errori ideologici non sufficientemente arginati dalla Santa Sede. Per comprendere il clima di quegli anni, citiamo …Altro
"I cattolici sono diventati più protestanti, ma i protestanti non sono diventati cattolici." Credo gli ultimi 64 anni si riassumano tutti in questa chiosa finale.
Difficile, oggi, credere ancora che la riforma liturgica sia nata sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. La desolazione in cui è sprofondato il culto pubblico ha radici ben più umane: monaci visionari, sperimentatori clandestini, teologi che vedevano l’obbedienza a Roma più come un ostacolo che come una virtù. Già a partire dall’inizio del XX secolo, idee sempre più audaci e sempre meno cattoliche trasformeranno la Messa da culto divino a strumento umano. Le conseguenze sono oggi sotto gli occhi di tutti. Le origini del Movimento in Francia e Belgio Fondatore inconsapevole di un primo “movimento liturgico” fu il francese dom Prosper Guéranger, sacerdote e abate benedettino di Solesmes. A lui si deve l’immensa opera sull’anno liturgico, il lavoro di restauro del canto gregoriano e, in generale, lo sforzo per riportare in Francia quell’autentico Rito Romano che, durante i tumulti rivoluzionari e la restaurazione, era stato spodestato da una sorta di rito neo-gallicano (caratterizzato,…Altro
La creatura uomo è malata. Roba da codice rosso. Roba strutturale, che penetra l’essere umano fino al cuore. Per salvarlo serve una terapia shock – chemioterapia dell’anima. Un trattamento che, per curare il paziente, lo ammazza. Che per risanarlo lo trasforma in qualcosa di essenzialmente diverso. “Da tempo, ormai, ho notato che nella nostra regione sta succedendo qualcosa di strano.” Incipit firmato Tom More, di ritorno nella contea immaginaria di Feliciana dopo due anni dietro le sbarre. Lo psicologo, protagonista de “La sindrome di Thanatos” (1987), torna al mondo dei malati, dei suoi pazienti, solo per ritrovarli più che guariti: perfettamente sani. L’immigrato latinoamericano anticomunista perennemente in guerra col mondo? Amichevole e affabile come un agnellino. La paziente tormentata da ricordi e sogni della sua infanzia? È tutta acqua passata. I due sposini litigiosi ai limiti del divorzio? Ora dirigono una casa di ritiri per coppie aperte. Persino Ellen, la moglie di Tom, è …Altro
C’è un motivo se tra le migliaia di sette protestanti la chiesa anglicana è, almeno nella sua forma esteriore, quella più simile alla Cattolicesimo romano. Per comprenderlo, bisogna ricordare l’elemento costante della storia della riforma anglicana: lo scopo delle persecuzioni, delle confische e delle condanne non è mai stato quello di risolvere una disputa teologica, né di combattere una presunta eresia. Non abbiamo a che fare con Lutero, con gli anabattisti, con i catari. Enrico VIII, ma soprattutto Elisabetta I, erano re troppo pragmatici per rischiare la corona in un dibattito ecclesiologico. I riformatori inglesi evitarono sempre di affrontare il Cattolicesimo sul piano della dottrina e della teologia. Sapevano bene che i Gesuiti, su questo territorio, erano imbattibili. Le persecuzioni erano piuttosto presentate come provvedimenti contro una minoranza di disubbidienti, di traditori dello stato, di terroristi e cospiratori. L’Act of Supremacy del 1558 non stabilisce semplicemente …Altro
All’alba del XVII secolo sembra che per i cattolici recusanti d’Inghilterra il peggio sia passato. Dopo 44 anni di persecuzioni l’entourage protestante della regina è ormai al capolinea e con la morte della stessa Elisabetta, l’arrivo sul trono del fratello di Maria Giacomo Stuart – protestante ma favorito dal capo della missione gesuita inglese Robert Persons – fa sperare in tempi migliori. La situazione internazionale è oggettivamente più tranquilla: Giacomo, già re di Scozia e incoronato il 25 luglio 1603, garantisce i confini settentrionali dell’Inghilterra ed è in buoni rapporti con la corona spagnola e con la Francia. Sono molti i cattolici alla sua corte, e, sebbene egli non abbia serie intenzioni di convertirsi, afferma inizialmente di non voler nemmeno perseguitare i fedeli che non pongono problemi di ordine pubblico o di fedeltà allo stato. La paranoia elisabettiana e i timori di un’invasione sembrano essere, per un breve periodo, ricordi del passato. Ma con il disastro …Altro
STORIA DELL'ERESIA ANGLICANA - PARTE II È alla fine dei ‘70 che William Allen, sacerdote inglese in esilio volontario sul continente e fondatore del seminario di Douai, decide di chiedere a Roma l’aiuto necessario per la sua crociata: riportare il Regno inglese alla Chiesa Cattolica. Un’opera eroica, e Allen, che ha già formato decine di sacerdoti, si rende conto di aver bisogno di quelle che sono considerate le truppe d’assalto dell’evangelizzazione del mondo. I gesuiti sono asceti e uomini di cultura, forgiati da una disciplina militare che li ha preparati a una vita di pericolo e privazioni. Sono uomini armati di retorica eccellente e fede incrollabile, il supporto ideale per supportare i sacerdoti e i fedeli inglesi nella riconversione dell’Isola. Grazie all’intercessione del gesuita Robert Persons, Allen riesce a convincere il generale della Compagnia di Gesù, Mercuriano, scettico e poco desideroso di coinvolgere i suoi fratelli in una missione così pericolosa. Si decide di …Altro
Nel 1530, Oxford si ritrova al centro della controversia tra Chiesa Cattolica e monarchia inglese. I teologi dell’università vedono arrivare una bizzarra richiesta: comporre un documento formale sull’invalidità del matrimonio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona. La minaccia è implicita: osate produrre una risposta sgradita al re, e finite arrestati come i vostri colleghi di Cambridge. I religiosi non se la passano meglio: Enrico V sta implementando la politica di dissoluzione dei monasteri e delle case religiose, e il 1535 è l’anno dell’esecuzione di Tommaso Moro. Nel 1549 si arriva all’eresia formale. Gli emissari del re impongono alla città il nuovo messale, il Book of Common Prayer. è la prima costituzione della nuova religione che la Corona inglese sta sempre più velocemente costruendo. Nella sua prima edizione il testo è esplicitamente anti-cattolico. È il periodo di massima protestantizzazione della riforma inglese. Nelle chiese compaiono i tavoli davanti agli altari, e spariscono …Altro
E' inconcepibile il comportamento degli inglesi: se nel passato hanno agito per paura del martirio, oggi che paura hanno, come possono accettare le porcate di quel re assassino e della sua corte? Ma il sangue versato da tanti martiri inglesi non è caduto invano, già tanti stanno diventando cattolici in considerazione del fatto che chi governa la chiesa d'Inghilterra è immorale.
CRISI DELLE VOCAZIONI: UN PROGETTO IDEOLOGICO? “Si dovrebbe iniziare con lo studio delle Sacre scritture e della filosofia. Per la teologia c’è la summa teologica di San Tommaso, la liturgia poi la si impara con il servizio della Messa. Alla fine è bene fare anche un corso di karate.” “Karate?” – gli ripeto io, convinto di aver capito male – “cos’è, greco antico?” No no – mi fa il sacerdote, serafico. “Volendo può fare anche Boxe, o qualche arte marziale.” Sorride, seduto davanti a me, ma è serissimo. “Vede, da qualche tempo la Chiesa Cattolica si è trasformata nella più grande fabbrica di effeminati del pianeta. Oggi però abbiamo bisogno di sacerdoti che siano veramente uomini.” Un piccolo aneddoto mostra che la cosa è nota, che il problema è alla luce del sole. Il livello dottrinale, morale, e persino estetico, del clero di oggi ha decisamente qualcosa che non va. Lo sanno i laici, lo sanno i sacerdoti, lo sanno tutti. Partiamo dal presupposto che i preti non sono mai stati solo preti …Altro
Il paese dei puritani timorati di Dio coincide con la patria dei serial killer, dei cowboy, dei giustizieri solitari. Nessuna contraddizione: è ciò che succede quando lasci fondare una nazione a un gruppo di protestanti salpati per il nordamerica con l’idea di costruire lì la loro nuova Gerusalemme, con Gesù ma senza i preti. D’altronde non si definivano mica immigrati, o coloni. Erano “pellegrini” – un termine religioso – e il loro calvinismo già divideva il mondo in buoni e cattivi, come in un film di Hollywood. In questa triste antropologia eretica – sulla quale ancora si fonda la cultura degli Stati Uniti moderni – i ruoli sono sempre ben chiari, generalmente definiti dal colore della pelle, dall’ultima sillaba del cognome, dal numero di zeri nel conto in banca. Ci pensavo mentre leggevo “La saggezza nel sangue”, Wise Blood, prima grande opera della cattolicissima Flannery O’Connor, papista di ferro, presenza eccentrica nel profondo sud protestante, sconvolgente come un’apparizione …Altro
E' vero. Però resta vero che un Nero oggi in America (dopo che i suoi antenati vi hanno vissuto per alcune centinaia di anni) è, statisticamente, molto più disposto a uccidere di un Bianco. Specialmente con le armi da fuoco
Samvise il Santo - Claravallensis Per capire la grandezza di Tolkien, per non accontentarsi di godere solo a metà, bisogna prendere lo scafandro e immergersi. Scendere giù in profondità, sotto alla superficie del romanzo fantasy, fino al cuore, all’anima cattolica di un’opera “profondamente religiosa”. La saga del Signore degli Anelli è epopea collettiva e opera corale, e non sono poche, nel romanzo, le figure che ricordano le sfaccettature della seconda persona della Trinità, del Dio-Uomo. In Frodo c’è Gesù eterno sacerdote, immolatore e immolato, vittima pura tra la “gente alta”, che può realizzare la sua vocazione solo morendo a sé stesso nella salita di un calvario infernale. In Aragon c’è Cristo Re, chiamato a realizzare il regno di Dio “come in cielo così in terra”, qui e ora, tra uomini di carne, con la spada. Gandalf è personificazione del corpo mistico di Cristo, la Chiesa. È nel vero senso della parola il personaggio più cattolico, più universale, non essendo legato né a un …Altro
Tolkien e la morte: affinità e divergenze tra … Il peccato ha lasciato un segno profondissimo, indelebile su tutto ciò che ci circonda. La bellezza del Creato ne è ferita. L’uomo, apice dell’opera divina, è ancora succube delle sue infauste conseguenze. Questa fondamentale verità non poteva non riflettersi nella visione di Tolkien e nella sua opera “fondamentalmente religiosa e cattolica“. Il racconto del Signore degli Anelli infatti “riguarda principalmente la Morte“, la conseguenza più terribile della caduta dei nostri progenitori. “Il tema centrale per me riguarda qualcosa di molto più eterno e difficile: morte e immortalità: il mistero dell’amore per il mondo in una razza destinata a lasciarlo e apparentemente a perderlo; l’angoscia nei cuori di una razza destinata a non lasciarlo, finché il suo intero ciclo nato dal male non sia completo.“ Eppure non la morte, ma il peccato l’uomo deve temere più di ogni altra cosa. Non il castigo, ma il delitto. Ce lo dice Nostro Signore: “Non …Altro