Raffaele Vargetto

S.Giacinta di Fatima sul rispetto e la riverenza da tenersi al cospetto del S.Tabernacolo, dove c'è Gesù Eucaristico

Durante la sua permanenza nell'orfanotrofio, Giacinta si accorse che i visitatori conversavano e ridevano nella cappella e chiese alla madre superiora di far presente che questo comportamento costituiva mancanza di rispetto verso la Presenza Reale di Gesù nel S.Tabernacolo. Poiché questa misura non diede risultati soddisfacenti invitò la suora a fare la seguente comunicazione al cardinale di Lisbona: "LA MADONNA NON VUOLE CHE LA GENTE PARLI IN CHIESA".

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Sulla Corredenzione di Maria SS.

La Corredentrice negli scritti della venerabile Costanza Zauli
di Luisella Scrosati
In ogni evento della Passione del Signore la venerabile Madre Zauli contempla Maria associata a Cristo. Ma la monaca di clausura e fondatrice conferma come per tutta la vita la SS. Vergine ha svolto il «suo mandato di Corredentrice».
L’articolo di domenica scorsa, dedicato alla “presenza” della Corredentrice nelle riflessioni di suor Lucia di Fatima, ha permesso di fare una rapida incursione nel mondo dei contemplativi. La contemplazione ha la peculiarità di essere come la piena maturazione sia della riflessione teologica speculativa sia del sensus fidei; la vera contemplazione è infatti il frutto di quella conoscenza per connaturalità che nasce dalla carità ed è animata dai doni della sapienza e dell’intelletto, e che deve crescere in ogni cristiano, teologo o semplice fedele che sia. Di particolare interesse è quando, a sostenere una certa dottrina, convergono sia la teologia speculativa che il …Altro

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Raffaele Vargetto

Sulla Corredenzione di Maria SS.

Una con Cristo, cioè Corredentrice: la lezione di suor Lucia
di Luisella Scrosati
La veggente di Fatima spiegava il titolo di Corredentrice fondandosi sulla contemplazione dei diversi misteri della vita di Gesù. Maria è unita al Figlio in ogni tappa dell’opera della redenzione da Lui compiuta, dall’Annunciazione al Calvario.
Nel piano stabilito da Dio, ciascuno dei tre “pastorinhos” destinatari delle apparizioni del 1917 alla Cova da Iria aveva una missione specifica: Giacinta ricevette grazie speciali per essere la combattiva aralda della salvezza delle anime; Francesco ebbe in dono luci particolari di contemplazione per consolare il Cuore di Cristo; Lucia venne predestinata ad una vita decisamente lunga (morirà quasi centenaria nel 2005) per poter vivere e promuovere con discrezione nella Chiesa la devozione al Cuore Immacolato di Maria, sostenendo in modo particolare il pontificato di san Giovanni Paolo II. Potremmo dire che suor Lucia, negli anni trascorsi nel silenzio del …Altro

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Sulla Corredenzione di Maria SS.

Perché così Ella soffrì e quasi morì con il Figlio suo sofferente e morente, così rinunciò per la salvezza degli uomini ai suoi diritti di madre su questo Figlio e lo immolò per placare la divina giustizia, sicché si può dire, a ragione, che ELLA ABBIA REDENTO CON CRISTO IL GENERE UMANO. Evidentemente per questa ragione tutte le diverse grazie del tesoro della redenzione vengono anche distribuite attraverso le mani dell'Addolorata». Benedetto XV, Lettera Apostolica "Inter sodalicia" 22 marzo 1918.

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Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II al Convegno nazionale "Missioni al popolo per gli anni '80", 6 febbraio 1981.

Oggi, per un efficace lavoro nel campo della predicazione, bisogna prima di tutto conoscere bene la realtà spirituale e psicologica dei cristiani che vivono nella società moderna. Bisogna ammettere realisticamente e con profonda e sofferta sensibilità che i cristiani oggi in gran parte si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfino delusi, si sono sparse a piene mani idee contrastanti con la Verità rivelata e da sempre insegnata; si sono propalate vere e proprie eresie, in campo dogmatico e morale, creando dubbi, confusioni, ribellioni, si è manomessa anche la Liturgia; immersi nel “relativismo” intellettuale e morale e perciò nel permissivismo, i cristiani sono tentati dall’ateismo, dall’agnosticismo, dall’illuminismo vagamente moralistico, da un cristianesimo sociologico, senza dogmi definiti e senza morale oggettiva. Bisogna conoscere l’uomo d’oggi per poterlo capire, ascoltare, amare, così com’è, non per scusare il male, ma per scoprirne le radici ben convinti che c’è …Altro

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Raffaele Vargetto

Giovanni Paolo II all'Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia (20/11/2004)

" La famiglia, fondata sul matrimonio, è un'istituzione naturale insostituibile ed elemento fondamentale del bene comune di ogni società. Chi distrugge questo tessuto fondamentale dell'umana convivenza, non rispettandone l'identità e stravolgendone i compiti, causa una ferita profonda alla società e provoca danni spesso irreparabili. Anche in questo campo la Chiesa non può discostarsi dalla norma enunciata dall'Apostolo Pietro: "Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini" (Atti 5,29)."

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