Affinché non insuperbisse Paolo è stato schiaffeggiato da un demonio …
MARIA VALTORTA(2 Corinzi 12,7)
(…) L’angelo del Signore è come un giardiniere che cura una pianta preziosa. Dal nascere al maturare…Sempre vigile, tremando dei venti, dei geli, delle tempeste, dei parassiti, dei roditori. La sua completa pace di angelo, l’angelo la ritrova quando risale al Cielo col frutto colto dal ramo, levato alla Terra, con l’anima che si è salvata fino alla fine. Allora, con un ardore di gioia, va a ritrovare i fratelli, e dice: “L’anima mia si è salvata! È con noi nella pace! Gloria, gloria, gloria al Signore!”.
Riconoscimento dunque umile, sempre costante, del vostro “nulla” e supplica continua ai beati cittadini dei Cieli di darvi il loro aiuto. La S. Comunione dei Santi invocata ad aiuto dei militanti, e specie da quelli che, per la loro particolare condizione sono più esposti, è vero, al Sole Eterno, ma anche alle tempeste che scatena Satana e il mondo. Le tempeste si avventano sulle cime isolate…
Secondo ammaestramento della Liturgia d’oggi, specialmente per voi strumenti straordinari, è nelle parole di Paolo (2Corinzi 12,1-9), Dottore delle Genti, il quale “rapito fino al terzo cielo…udì parole arcane che non è lecito all’uomo di proferire”.
Voi non siete rapiti al terzo cielo, ma udite parole arcane, che però vi sono date perché siano date. Siete dunque molto inferiori a Paolo. Eppure: udite le parole di colui che meritò di essere rapito tanto in alto da sentire i segreti, i misteri di Dio! Egli confessa di esser stati schiaffeggiato da un angelo di Satana e, giustificando il Signore di averlo permesso, illustra le ragioni di bontà per cui fu permesso l’assalto satanico: “Affinché la grandezza delle rivelazioni non mi facesse insuperbire, m’è stato dato lo stimolo della carne, un angelo di Satana che mi schiaffeggi (2Cor 12,7)”. Riconosce di essere ancora uomo, ossia soggetto alle tentazioni sataniche. Non dice: “Io, che fui nel terzi cielo, sono un serafino intangibile”. No. Umilmente dice di essere un uomo circuito da Satana, e vede che questo serve a tenerlo umile nonostante la grandezza di ciò che egli ha ricevuto.
E vi insegna la medicina per esser liberati: “Tre volte ne pregai il Signore perché lo allontanasse da me”.
(…)
Valtorta - Azaria - 24 febbraio 1946 pag. 13