Luca Monforte

Ravagnani lascia il sacerdozio: colpa sua o di chi lo ha formato?

L’addio di don Alberto Ravagnani non è un caso isolato, ma il sintomo di una crisi profonda. Ecco i punti chiave dell’analisi de La Nuova Bussola Quotidiana:

🔹 Una Croce dimenticata: Nelle sue ultime interviste, Ravagnani definisce “bestiale” il sacrificio e sostiene che Gesù non sia venuto per morire. Ma senza Croce non c’è Cristianesimo.

🔹 Il mito della realizzazione: Quando il sacerdozio diventa una ricerca di “benessere psicologico” e non un dono totale a Dio, l’abbandono diventa inevitabile.

🔹 Seminari sotto accusa: Cosa insegnano a Venegono? L’articolo accusa i formatori di aver avallato una teologia che di cattolico non ha più nulla.

🔹 Terremoto a Milano: Dopo i numerosi abbandoni tra i preti giovani, si chiedono le dimissioni in tronco dei vertici della Curia milanese per “manifesta incapacità”.

«Quando l’uomo insegna a Dio come essere divino, la fede scompare e resta solo una vaga spiritualità».

Dopo Ravagnani dovrebbe lasciare pure chi non lo …
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silvioabcd

Di entrambi. Il libero arbitrio non lascia spazio al vittimismo. Soprattutto per comportamenti così gravi. Gli altri possono essere complici.