San Gerardo di Brogne - il 3 ottobre.
FamigliaCristiana S. Gerardo di Brogne (B), Abate († 959)
Diverse fonti ci informano sulla sua vita ed attività. Prima di tutto la Vita Gerardi, la cui versione, attualmente conosciuta, come ha recentemente dimostrato il canonico J. M. De Smet, non è stata redatta, come s'è fin qui pensato, allo scopo di correggere i difetti di un testo anteriore; essa non è che un'opera d'edificazione e di polemica, spesso fantastica e talvolta francamente fraudolenta, redatta nel 1074-75; non ci insegna niente di valido su Gerardo.
Il nucleo su cui si è basato l'autore della Vita Gerardi è costituito dalla Translatio S. Eugenli, redatta probabilmente nel sec. X, forse tra il 935 e il 937.
L'Inventio S. Gisleni, scritta da un monaco che assistette all'incendio del monastero di Saint-Ghislain nel 936 e fu testimonio di molti miracoli e i Miracula Ranieri S. Gisleni, redatti verso la metà dell'XI sec. da un altro monaco di Saint-Ghislain, ci informano sull'opera riformatrice di Gerardo nel monastero stesso.
L'Historia monasterii Mosomensis, composta verso il 1033 da un monaco di Mouzon, e un atto ricopiato nel Libertraditionum di Saint-Pierre di Gand testimoniano dell'attività del santo rispettivamente a Saint-Rémy e nel contado di Fiandra.
Nobile del Lomacensis, Gerardo, ancora giovanissimo, era stato preso da un grande ideale religioso. Dopo un'iniziazione alla vita monastica a Saint-Denis, presso Parigi, aveva fondato nelle proprie terre un'abbazia benedettina. Uomo virtuoso e monaco esemplare, conosciutissimo dalle famiglie potenti delle regioni vicine al suo monastero, attirò prestissimo l'attenzione dei principi, specialmente di Gisleberto di Lotaringia e di Arnaldo di Fiandra che lo chiamarono per risollevare i loro monasteri decaduti.
Apostolo infaticabile, Gerardo percorse per venticinque anni la Lotaringia e la Fiandra, restaurando e riformando una dozzina di abbazie. Morì a Brogne il 3 ottobre 959.
Il millenario della morte del santo fu occasione di un congresso storico che tenne la sua assise a Maredsous nell'ottobre 1959, e a grandi manifestazioni religiose a Saint-Gérard (prov. di Namur), sede dell'antica abbazia fondata dal riformatore.
Il culto a S. Gerardo risale al 1131 e Brogne, oggi Saint-Gérard, divenne rapidamente un luogo di pellegrinaggio. La festa del santo è celebrata nelle diocesi di Namur, Gand e Liegi il 3 ottobre, data nella quale è inserita nel Martirologio Romano.
Reliquie, considerate come autentiche, si conservano a Saint-Gérard (casa parrocchiale e convento dei Padri Assunzionisti), a Maredsous (abbazia), Aubange (casa parrocchiale) e Gand (chiesa di Notre-Dame).
Significato del nome Gerardo: «valoroso con la lancia» (tedesco).
Fonte principale: santiebeati.it (“RIV./gpm”).
San Gerardo di Brogne Abate - Festa: 3 ottobre
Nobile del Lomacensis, Gerardo, ancora giovanissimo, era stato preso da un grande ideale religioso. Dopo un'iniziazione alla vita monastica a Saint-Denis, presso Parigi, aveva fondato nelle proprie terre un'abbazia benedettina. Uomo virtuoso e monaco esemplare, conosciutissimo dalle famiglie potenti delle regioni vicine al suo monastero, attirò prestissimo l'attenzione dei principi, specialmente di Gisleberto di Lotaringia e di Arnaldo di Fiandra che lo chiamarono per risollevare i loro monasteri decaduti. Apostolo infaticabile, Gerardo percorse per venticinque anni la Lotaringia e la Fiandra riformando una dozzina di abbazie. Morí a Brogne nel 959. Il culto a Gerardo risale al 1131 e Brogne, oggi Saint-Gérard, divenne rapidamente un luogo di pellegrinaggio. La festa del santo è celebrata nelle diocesi di Namur, Gand e Liegi. Reliquie, considerate come autentiche, si conservano a Saint-Gérard (casa parrocchiale e convento dei Padri Assunzionisti), a Maredsous (abbazia), Aubange (casa parrocchiale) e Gand (chiesa di Notre-Dame).
Etimologia: Gerardo = valoroso con la lancia, dal tedesco
Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: Nel territorio di Namur, nell’odierno Belgio, san Gerardo, primo abate del monastero di Brogne da lui fondato, che si adoperò per il rinnovamento della disciplina monastica nelle Fiandre e nella Lotaringia e riportò molti cenobi alla originaria osservanza della regola.
Diverse fonti ci informano sulla sua vita ed attività. Prima di tutto la Vita Gerardi, la cui versione attualmente conosciuta, come ha recentemente dimostrato il canonico J. M. De Smet non è stata redatta, come s'è fin qui pensato, allo scopo di correggere i difetti di un testo anteriore; essa non è che una "opera d'edificazione e di polemica, spesso fantastica e talvolta francamente fraudolenta, redatta nel 1074-75; non ci insegna niente di valido su Gerardo.
Il nucleo su cui si è basato l'autore della Vita Gerardi è costituito dalla Translatio S. Eugenli, redatta probabilmente nel sec. X, forse tra il 935 e il 937. L'Inventio S. Gisleni, scritta da un monaco che assistette all'incendio del monastero di Saint-Ghislain nel 936 e fu testimonio di molti miracoli e i Miracula Ranieri S. Gisleni, redatti verso la metà dell'XI sec. da un altro monaco di Saint-Ghislain, ci informano sull'opera riformatrice di Gerardo nel monastero stesso. L'Historia monasterii Mosomensis, composta verso il 1033 da un monaco di Mouzon, e un atto ricopiato nel Libertraditionum di Saint-Pierre di Gand testimoniano dell'attività del santo rispettivamente a Saint-Rémy e nel contado di Fiandra.
Nobile del Lomacensis, Gerardo, ancora giovanissimo, era stato preso da un grande ideale religioso. Dopo un'iniziazione alla vita monastica a Saint-Denis, presso Parigi, aveva fondato nelle proprie terre un'abbazia benedettina. Uomo virtuoso e monaco esemplare, conosciutissimo dalle famiglie potenti delle regioni vicine al suo monastero, attirò prestissimo l'attenzione dei principi, specialmente di Gisleberto di Lotaringia e di Arnaldo di Fiandra che lo chiamarono per risollevare i loro monasteri decaduti. Apostolo infaticabile, Gerardo percorse per venticinque anni la Lotaringia e la Fiandra, restaurando e riformando una dozzina di abbazie. Morí a Brogne il 3 ottobre 959.
Il millenario della morte del santo fu occasione di un congresso storico che tenne la sue assise a Maredsous nell'ottobre 1959, e a grandi manifestazioni religiose a Saint-Gérard (prov. di Namur), sede dell'antica abbazia fondata dal riformatore. Il culto a s. Gerardo risale al 1131 e Brogne, oggi Saint-Gérard, divenne rapidamente un luogo di pellegrinaggio. La festa del santo è celebrata nelle diocesi di Namur, Gand e Liegi al 3 ottobre, data nella quale è inserito nel Martirologio Romano. Reliquie, consi derate come autentiche, si conservano a Saint-Gérard (casa parrocchiale e convento dei Padri Assunzionisti), a Maredsous (abbazia), Aubange (casa parrocchiale) e Gand (chiesa di Notre-Dame).
Autore: Albert D'Haenens
Fonte:
I santi del 3 ottobre
72720 > Beato Adalgotto di Coira Vescovo 3 ottobre
94635 > Beata Agostina dell'Assunzione Vergine mercedaria 3 ottobre
93258 > Santi Ambrogio Francesco Ferro e 27 compagni Martiri 3 ottobre
99934 > Beato Bartolomeo Conill Abate cistercense 3 ottobre
94697 > San Benedetto di Como Vescovo 3 ottobre
72660 > Santa Candida di Roma Martire 3 ottobre
72711 > San Cipriano di Tolone Vescovo 3 ottobre
93478 > Beato Crescenzio Garcia Pobo Sacerdote e martire 3 ottobre
94610 > Beato Damiano de Portu Mercedario 3 ottobre
94307 > Beato Desiderio Franco Agostiniano 3 ottobre
73675 > San Dionigi l'Areopagita Vescovo 3 ottobre
72670 > Santi Dionigi, Fausto, Caio, Pietro, Paolo e compagni Martiri 3 ottobre
72700 > Sant' Edmondo di Scozia Principe, monaco cluniacense 3 ottobre
97273 > Beato Emanuele Lucas Ibáñez Sacerdote e martire 3 ottobre
97459 > Santi Emanuele Rodrigues de Moura e sua moglie Sposi e martiri 3 ottobre
72680 > Sant' Esichio Discepolo di Sant'Ilarione 3 ottobre
93285 > Sant' Ewaldo il Nero ed Ewaldo il Bianco Monaci e martiri 3 ottobre
72650 > San Gerardo di Brogne Abate 3 ottobre
97373 > Beato Gesù Emilio Jaramillo Monsalve Vescovo e martire 3 ottobre
94634 > Beato Giovanni Tapia Mercedario 3 ottobre
90460 > Beato Giuliano da Palermo Monaco 3 ottobre
96617 > Beato Giuseppe María González Solís Sacerdote domenicano, martire 3 ottobre
96155 > Beato Giuseppe Maria Poyatos Ruiz Giovane laico, martire 3 ottobre
94636 > Beata Maddalena la Maggiore Vergine mercedaria 3 ottobre
72690 > San Massimiano di Ksar Bagai Vescovo 3 ottobre
96863 > Nostro Signore della Misericordia 3 ottobre
100049 > Sant' Odilone Abate di Stavelot-Malamedy 3 ottobre
96616 > Beato Raimondo Castaño González Sacerdote domenicano, martire 3 ottobre
91813 > Beato Utto (Udo) di Metten Abate 3 ottobre
Un altro commento da Irapuato
Martedì della XXVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Libro di Zaccaria 8,20-23.
Dice il Signore degli eserciti: "Anche popoli e abitanti di numerose città si raduneranno
e si diranno l'un l'altro: Su, andiamo a supplicare il Signore, a trovare il Signore degli eserciti; ci vado anch'io.
Così popoli numerosi e nazioni potenti verranno a Gerusalemme a consultare il Signore degli eserciti e a supplicare il Signore".
Dice il Signore degli eserciti: "In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle genti afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: Vogliamo venire con voi, perché abbiamo compreso che Dio è con voi".
Salmi 87(86),1-3.4-5.6-7.
Le sue fondamenta sono sui monti santi;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.
Di te si dicono cose stupende, città di Dio.
Ricorderò Raab e Babilonia fra quelli che mi conoscono;
ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia: tutti là sono nati.
Si dirà di Sion: "L'uno e l'altro è nato in essa
e l'Altissimo la tiene salda".
Il Signore scriverà nel libro dei popoli:
"Là costui è nato".
E danzando canteranno:
"Sono in te tutte le mie sorgenti".
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,51-56.
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui Gesù sarebbe stato tolto dal mondo, egli si diresse decisamente verso Gerusalemme
e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui.
Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».
Ma Gesù si voltò e li rimproverò.
E si avviarono verso un altro villaggio.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno : Sant'Agostino
« Non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme »